Cose che mi ha lasciato questo primo Natale da mamma

Un virus intestinale formato famiglia. Mi avevano avvertito del fatto che i primi anni da genitori sono caratterizzati da febbre un weekend sì e l’altro pure ma il primo Natale no, cazz porcazozza. Soprattutto se ad ammalarsi non è solo il pupo ma tutta la famigliola al gran completo così, tanto per dividere romanticamente, gioie e sventure. Una cosa che a descriverla mi censurano, fortuna che eravamo dai miei e avevamo due bagni a disposizione. Ora siamo tutti e tre di tre gradazioni diverse di grigio, più stanchi di prima ma, lo affermo con una certa soddisfazione, chili in più da pranzi natalizi nun ve temo.

Due Natali. Quattrocento chilometri, pranzi, cene, scarta, quant’è cresciuto il Nano, ma no, non dovevi, vestilo, spoglialo, fa le foto, portalo dalle nonne, quant’è cresciuto di nuovo e di nuovo ancora, siediti a tavola, alzati e dopo cinque minuti siediti di nuovo. In tutto questo no pomeriggi passati sul divano a guardare film natalizi, no dormite lunghe un giorno intero, no relax.

Nessuna bisca notturne. Di quelle che ti ritrovi a casa di tizio a bere e a fumare e, sì, anche a giocare a carte fino alle 6 di mattina, mangiando panettone e passando il tempo molle fra sorrisi e abbracci con chi non vedi da tempo. Ad aspettare che venga giorno che tanto sei in vacanza e poi domani dormo tutto il giorno.

Un weekend a Parigi in primavera. Senza il Nano.

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Ceraunavodka, Burabacio e una piccola storia natalizia da scaricare e colorare

 

 

 

 

 

 

Ancora non è Natale ma i regali, si sa, sono senza tempo. Questo è un piccolo regalo per voi, per dirvi grazie di avermi letto, seguito, sostenuto anche un po’ in questi mesi di blog. Per voi e per i vostri bimbi, nipoti, cuginetti con i quali vi auguro di passare feste felici.

E se potete passatele dormendo!

Un raccontino di Natale senza buonismi natalizi, però. Grazie a Sabrina di Burabacio e a Otto che dopo aver incontrato il Nano al parco organizza insieme al piccolo umano un travestimento ai danni di Babbo Natale in persona.

otto

Potete scaricare il PDF della storia natalizia a pagine singole cliccando qui:

racconto di natale_natale-6

Scaricate inoltre la versione in bianco e nero da colorare per i vostri bimbi, nipoti, figli di amici cliccando qui:

racconto_natale_bn

Buon divertimento!

Caro Babbo Natale

Caro Babbo Natale,

mi presento. Mi chiamo Pietro e ho sette mesi oggi. A te sembrano pochi e dirai che sono piccolo ma non è vero. Io sono grande e sto pure seduto da solo. La letterina però la sta scrivendo la mia mamma perché anche se sono grande ancora non sono così grande da saper scrivere.

Io non lo so bene cos’è il Natale, quello dello scorso anno l’ho osservato da dentro la pancia e mica ho capito tanto bene di cosa si tratta. Ho capito che si mangia tanto cioccolato, tanto di tutto in genere che la mia mamma non faceva altro e che tutti si fanno dei regali. Anche chi non si vede mai a Natale si fa dei regali. E io ancora non l’ho capito se è una cosa bella o una cosa brutta perché i regali, questo lo so, sono una cosa bella ma a me non piacerebbe fare dei regali a chi non vedo mai. A me piacerebbe fare dei regali alla mia mamma e al mio babbo, ai miei nonni e ai miei zii. E basta.

E poi mi piace riceverli i regali ma sono un bambino fortunato e ne ho già ricevuti tanti. Per questo non ti chiedo di portarmi nessun giocattolo che tanto io gioco con tutto quello che mi capita sotto mano e poi, per giocare ci sono quelle cose luccicose della mia mamma, collane credo le chiamino i grandi. No, non voglio giocattoli ma ti chiedo di far smettere la mia mamma di lamentarsi sempre dato che non fa altro. Si lamenta perché non dormo e pure perché dormo troppo, perché non mangio e perché mangio troppo, perché non piango e perché piango troppo, perché non sono silenzioso e perché lo sono troppo: mamma, rilassati e lasciami campare che io sono un bambino e devo fare il bambino. E pure con il babbo, io vorrei che smettesse di dirgli che non va mai bene quello che fa che secondo me lui è il più bravo babbone del mondo.

E anche la mia mamma è la mamma più bellissima e bravissima del mondo solo che bisogna ricordarglielo spesso. Io per Natale vorrei che lei e il babbo passassero tanto tempo con me giocando e dandomi i bacini che i loro bacini sono il regalo più bello del mondo.

Grazie Babbo Natale che mi sei stato ad ascoltare anche se ho solo sette mesi oggi

Pietro

A me piace immaginarla così!