About

C’era una vodka sempre in mano mentre in centro spendevo i primi, e anche i secondi anni della mia giovinezza tra locali, incontri, oggi sono qua, domani là, dopodomani dormo tutto il giorno ma all’aperitivo vengo sicuro. C’era una vodka da bere con gli amici a fine giornata, di corsa, saltare il pranzo e cenare al volo, dormire fuori e tornare a casa dopo tre giorni che tanto questa è la mia vita e comando io. C’era una vodka e poi un’altra e un’altra ancora. Corri a casa. Siamo brilli. La vita è bella, la vita è nostra e ops… sono incinta! Incintaaaaaaaa? Incinta come quella cosa con la pancia come un cocomero e poi un bambino che urla, sporca e rompe? Incinta io? Ma io mica c’ho lo spirito di maternità e poi io sono giovane, ho solo trent’anni. No, non è possibile, non io.

C’era una vodka e oggi c’è un nano di quattro mesi. E una mamma che però non si sente tanto mamma e nemmeno tanto bene…

10 thoughts on “About

  1. Io sono tanto contenta di aver trovato il tuo blog. Un po’ perchè avrei voluto creare io uno spazio così ma la stanchezza mentale che mi annebbia lo spirito da 7 mesi a sta parte me lo ha impedito, un po’ perchè finlamente ho trovato una mamma che un po’ mi assomiglia e mi sento meno sola e meno inadeguata. Forse le uniche differenze importanti che vedo sono due: preferisco il gin&tonic alla vodka e io, il mio Gnomo, l’ho voluto a lungo, l’ho aspettato, cercato e desiderato. Ma quest’ultima cosa non ha veramente grande importanza perchè un paio di settimane dopo il parto me l’ero già scordato il motivo per cui sto Gnomo l’avevo voluto così tanto, l’avevo aspettato così a lungo. Suo padre che continuava a ripertermi: “A me bastava un cane o un pesce rosso.” non mi ha mai aiutata molto. Ora Gnomo ha 7 mesi, è vivo, pulito e lavato nei limiti del possibile, sorridente e sereno anche quando sono lì lì per defenestrarlo e io ancora riesco a fare una doccia calda, a giorni alterni. Insomma nessuno ancora ha fatto una telefonata ai servizi sociali e a me già pare una gran conquista. Io sono felice di leggerti e, appena riesco, vado a commentare qualche post. Avrei preferito non scoprirti proprio mentre Gnomo mi dormiva addosso in stile “cozza su scoglio” e dover così soffocare le risate e finire per lacrimare copiosamente trattenendo il respiro…ma sono felice di leggerti.

    Elisa (anche mamma di Gnomo/Antonio)

    • Ciao mamma di Gnomo. Mi fa tanto piacere che mi scriva queste cose perché mi fai sentire meno “cazzona” di quanto non mi senta.

      E quando perderò l’entusiasmo e anche a me la stanchezza annebbierà lo spirito, penserò che devo scrivere lo stesso perché c’è qualcuno che legge e ride con me. Grazie!

  2. Ciao ragazze, ci sono anche io… Vi basta sapere che in gravidanza la cosa che mi è pesata di più è stata non bere? Ahahah! Chiedevo al Ginecologo: “ma neanche il vino a tavola!!!?”. Anch’ io andavo, venivo, w.end di fuoco, in settimana sempre in giro. Mia madre mi diceva “non te l’ha detto il Dottore di uscire tutte le sere” allora ho pensato “beh fa niente se sono già fidanzata da anni io devo andare a vivere da sola” e così ho fatto! Poi ho deciso che era ora di avere un figlio (era ora davvero) ho iniziato a provare, sono rimasta incinta quasi subito, ho fatto il test e visto che era positivo, ho pensato:” oh oh non si torna più indietro!!!”. Eccomi qui, con una buona notizia!!! Si sopravvive (e questo lo sapete già) la vera buona notizia è che piano piano ce la si può fare a riappropriarsi della propria vita! Un po’ cambiata, d’ accordo, ma comunque nostra! C’era una vodka, seguiamoci se ti va! 😉

  3. No, vabbe’…ma sei una forza della natura…brava brava brava, complimenti. AH, ovviamente brava perché hai il dono del racconto…così vero, così divertito così lieve e …greve?! Ma solo se parli di cacche…complimenti per questo, perché immagino che anche tu non sopporti molto le madri che puntano ai complimenti , quelle dei vari forum che ne sanno una più del primario di pediatria insomma. Perché diciamola tutta…non è che avere un figlio sia un’impresa da super eroe per la quale tutti devono guardarci con ammirazione…si partorisce da millenni e a quelle che il giorno dopo il Travaglio erano sui campi a lavora’ ? è la natura insomma…..la vera impresa e’ semmai crescere un figlio e noi stesse….insieme.lo dice una mamma di quasi 40. Anni non figli….
    Ps. È poi che bello scoprirti collega…..piacere c’era una vodka…

    • “La solitudine delle madri” si intitolava un pezzo che ho letto da qualche parte quando ero incinta e che, nel tempo, ho riscoperto sempre più vero. Ci vuole entusiasmo per riuscire a fare tutto quando hai un’appendice di te attaccata a te. Entusiasmo e positività. Peccato che l’appendice sia solitamente portatrice sana di stanchezza. Ti seguo anch’io

  4. Finalmente un blog fresco e nuovo, ho appena dato una ripulita al bloglovin per aggiungere blog interessanti! Io ho fatto festa (analcolica) fino a due settimane prima di partorire (batucada e un rave) e dopo due anni finalmente ho ricominciato a suonare nel mio gruppo di batukada e stare in giro fino alle tre. C’è tempo per tutto e il meglio è quando anche i figli si integrano, il mio l’ho portato nei peggiori centri sociali, però anche senza lui ogni tanto fa bene! Ah, io sono birraiola, non mi piacciono i superalcolici.

    • Sono fiduciosa infatti. Per ora le pantofole stanno ai miei piedi parecchio spesso. Meno quando non arriva in soccorso la nonna!

      La birra piace anche a me, comunque. Buon anno e grazie.

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