Finiamolo così

Ieri mi ha telefonato un mio amico caro, uno di quelli che mi conosce bene, da anni. Ormai non ci vediamo più molto spesso ma ci vogliamo bene uguale, come sempre.

Mi ha telefonato per farmi gli auguri, per chiedermi come stavamo ma anche per darmi la notizia che altri suoi due cari amici stavano per diventare papà. E dopo di me era un colpo duro da superare.

Io incredula, allibita, attonita come se fossi ancora un’allegra ragazza single e senza Nano al seguito con voce manchevole ho chiesto: “Eeeee Tizio come sta? Si ubriaca ancora?“.

I secondi di silenzio che sono arrivati come risposta mi hanno fatto capire che possiamo tranquillamente chiudere così questo 2013, senza aver fatto troppi passi in avanti che per crescere c’è sempre tempo.

p.s. dato che un post di buoni (e meno buoni) propositi ci sta sempre bene, ne ho scritto uno anch’io. Lo trovate su mamme.it

Cose che mi ha lasciato questo primo Natale da mamma

Un virus intestinale formato famiglia. Mi avevano avvertito del fatto che i primi anni da genitori sono caratterizzati da febbre un weekend sì e l’altro pure ma il primo Natale no, cazz porcazozza. Soprattutto se ad ammalarsi non è solo il pupo ma tutta la famigliola al gran completo così, tanto per dividere romanticamente, gioie e sventure. Una cosa che a descriverla mi censurano, fortuna che eravamo dai miei e avevamo due bagni a disposizione. Ora siamo tutti e tre di tre gradazioni diverse di grigio, più stanchi di prima ma, lo affermo con una certa soddisfazione, chili in più da pranzi natalizi nun ve temo.

Due Natali. Quattrocento chilometri, pranzi, cene, scarta, quant’è cresciuto il Nano, ma no, non dovevi, vestilo, spoglialo, fa le foto, portalo dalle nonne, quant’è cresciuto di nuovo e di nuovo ancora, siediti a tavola, alzati e dopo cinque minuti siediti di nuovo. In tutto questo no pomeriggi passati sul divano a guardare film natalizi, no dormite lunghe un giorno intero, no relax.

Nessuna bisca notturne. Di quelle che ti ritrovi a casa di tizio a bere e a fumare e, sì, anche a giocare a carte fino alle 6 di mattina, mangiando panettone e passando il tempo molle fra sorrisi e abbracci con chi non vedi da tempo. Ad aspettare che venga giorno che tanto sei in vacanza e poi domani dormo tutto il giorno.

Un weekend a Parigi in primavera. Senza il Nano.

Ceraunavodka, Burabacio e una piccola storia natalizia da scaricare e colorare

 

 

 

 

 

 

Ancora non è Natale ma i regali, si sa, sono senza tempo. Questo è un piccolo regalo per voi, per dirvi grazie di avermi letto, seguito, sostenuto anche un po’ in questi mesi di blog. Per voi e per i vostri bimbi, nipoti, cuginetti con i quali vi auguro di passare feste felici.

E se potete passatele dormendo!

Un raccontino di Natale senza buonismi natalizi, però. Grazie a Sabrina di Burabacio e a Otto che dopo aver incontrato il Nano al parco organizza insieme al piccolo umano un travestimento ai danni di Babbo Natale in persona.

otto

Potete scaricare il PDF della storia natalizia a pagine singole cliccando qui:

racconto di natale_natale-6

Scaricate inoltre la versione in bianco e nero da colorare per i vostri bimbi, nipoti, figli di amici cliccando qui:

racconto_natale_bn

Buon divertimento!

Il minimetrò

Ho capito che la mia vita stava cambiando non tanto quando mi sono ritrovata in pantofole il venerdì sera piuttosto quando ho iniziato ad amare follemente il tempo passato sui mezzi pubblici. Quel quarto d’ora che impiego per andare al lavoro e che è l’unico momento della giornata in cui:

– sono sola;

– ho tempo per leggere.

Cose rare, rarissime di questi tempi che mi fanno andare al lavoro col sorriso. E che mi hanno fatto passare il vizio di fissare le persone. Ora io me ne frego proprio di chi è attorno a me. Io mi godo la mia solitudine.

E quasi quasi a Natale mi regalo l’abbonamento al minimetrò

p.s. se devo essere sincera ogni tanto le borse delle altre ancora le sbircio ma questa è un’altra storia

perugia_minimetro

 a Perugia noi ci spostiamo così, con la funicolare. che vi devo dire

L’amante

Ho sempre cercato di lasciare il Nano fuori dal “lettone” ma nell’ultimo mese i pianti notturni sono aumentati, la mia pazienza diminuita e a volte capita che nel cuore della notte, a occhi rigorosamente chiusi, prenda Pietro dal suo lettino e lo lanci nel nostro. Trattengo un attimo il respiro e se non sento rumori strani di ossa rotte mi rimetto sotto le coperte e, con un braccio sopra al Nano, riprendiamo tutti a dormire. Più o meno.

Il Nano, infatti, non si limita a dividere senza soluzione me e il Coinquilino ma credo abbia deciso, con tutto il candore del quale è capace, di rubarmi il posto. Stamattina l’assetto era composto dal Coinquilino e il Nano in tre quarti di letto e io in equilibrio sui restanti nove centimetri, il Nano a formare un bel quattro di spade comodo comodo che ha difeso tutta la notte a suon di pugni e graffi.

Stanotte li lascerò amarsi in pace, divano arrivo!

 

foto la foto può apparentemente non entrarci nulla, in realtà la faccia di chi la sa lunga dice: “mamma, lo rifarò anche stanotte e quella dopo e quella dopo ancora”

Rosicatio non petita, dentatio manifesta

CONVERSAZIONE 1:

“Buongiorno”

“Lo sai che al Nano è spuntato il suo primo dentino”

CONVERSAZIONE 2:

“Come stai?”

“Lo sai che al Nano è spuntato il suo primo dentino”

CONVERSAZIONE 3:

“Quando ci vediamo?”

“Lo sai che al Nano è spuntato il suo primo dentino”

CONVERSAZIONE 4:

“Allora, per Natale come vi siete organizzati?”

“Lo sai che al Nano è spuntato il suo primo dentino?”

CONVERSAZIONE 5:

“Ti piace il mio nuovo cappotto?”

“Lo sai che al Nano è spuntato il suo primo dentino?”

CONVERSAZIONE 6:

“A mia figlia è spuntato il secondo dentino”

“Ho visto una bella borsa, mi accompagni a comprarla?”

MORALE:

I dentini del proprio figlio esercitano su noi mamme un fascino pari solo in parte a quello delle loro cacche. I dentini dei figli delle altre ci fanno rosicare!