Io no, non saprei che fare!

paoletta
Ho letto un articolo su Vanity Fair di qualche settimana fa che mi ha molto colpito. S’intitolava: “E tu sapresti salvarlo?” e parlava della petizione lanciata da Paoletta, storica dj di Radio Italia, per chiedere che le lezioni di pronto soccorso pediatrico diventino obbligatorie per legge. Nell’articolo si legge che un bambino a settimana muore soffocato ad esempio per aver ingerito un boccone troppo grosso ma soprattutto si legge il racconto angosciato di Paoletta, una mamma che, grazie ad una sola lezione di pronto soccorso pediatrico seguita per caso, ha salvato il suo piccolo Samuele di due anni.
Anche a me avevano proposto di fare uno di questi corsi, solitamente organizzati dalla Croce Rossa Italiana, non so dove, non so perché tanto poco ho dato ascolto a chi mi parlava. Ho subito pensato che anche se avessi imparato le manovre non mi sarebbero mai servite: “Figurati se nel panico me ne ricorderei” e simili. E l’articolo ha catturato la mia attenzione probabilmente proprio per il “controvoglia” col quale Paoletta descrive il suo stato d’animo quando aveva deciso di seguire quel corso. Il corso che avrebbe salvato la vita di suo figlio. E per quell’allora può succedere davvero dal quale non mi sono più liberata.
Finito di leggere ho fatto due cose. La prima è stata di informarmi su come iscrivermi al corso. La seconda è stata di contattare Paoletta per raccontare, tramite la sua voce, la sua esperienza e la decisione di battersi per far seguire quella lezione anche a tutti noi.

Paoletta, come mai avevi deciso di fare il corso?                         

“Avevo deciso di farlo perché invitata come madrina di una dimostrazione delle manovre salva vita del Lario Soccorso ad Erba. Ci tenevano ad avermi con loro per far da traino, per attrarre  più persone. Sono, nel mio piccolissimo, un personaggio pubblico e non me la sono sentita di rifiutare. Anche se, sinceramente avrei preferito evitare perché sono fifona e solitamente faccio come gli struzzi, infilo la testa sotto terra e penso che a me certe cose non possano capitare”.

Mi racconti come le cose apprese ti sono state fondamentali?

“Le manovre apprese durante quei circa 60 minuti, mi hanno permesso di salvare la vita di mio figlio di 2 anni che, qualche mese dopo, ha tentato di ingoiare per intero un biscottino. Non ho avuto dubbi sul da farsi quando ho visto che non respirava più. Sapendo esattamente come agire, la mia mente non ha avuto spazio per il panico. Se non avessi praticato quelle manovre, mio figlio probabilmente non sarebbe sopravvissuto”.

Pensi che ci sia un modo per arginare la terribile situazione delle morti per soffocamento nei più piccoli?
“L’unico modo per arginare il numero delle morti per soffocamento e arresto cardiaco è l’obbligatorietà dei corsi per tutte quelle persone che vivono per molto tempo con i bimbi: le maestre e le mamme già durante i corsi pre parto. Sul mio blog www.paolettablog.com/petizione potete firmare per sensibilizzare sulla mancanza di sicurezza per i nostri bambini e per permettermi di portare le vostre firme al ministro della salute”.
Io mi sono iscritta al corso organizzato dalla CRI e domani mattina vado insieme al Coinquilino ad imparare cose sul pronto soccorso pediatrico che, pur avendo un bimbo di sette mesi, ancora non so.
Se volete maggiori informazioni sui corsi organizzati dalla CRI nella vostra città cliccate qui.
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8 thoughts on “Io no, non saprei che fare!

  1. Io ho fatto il corso per le manovre di disostruzione organizzato dall’asilo nido dove andava mia figlia in collaborazione con la CRI. Penso sia estremamente utile per lo meno sapere come agire e dove “mettere” le mani.
    Condivido pienamente il pensiero tuo e di Paoletta circa l’obbligatorietà di questi corsi per le persone che passano tanto tempo con i bambini…”corro” a firmare la petizione!!

    PS: è sempre un piacere leggere quello che scrivi…ancora complimenti!!!

  2. Anche io ho appena fatto un corso organizzato dalla CRI: molto pratico e utile. Spero di non doverne avere mai bisogno ma con un Gnomo spericolato per casa, dovevo essere pronta! Corro a firmare. l’idea di portarlo in un nido in cui il personale non sia adeguatamente preparato, la trovo vergognosa!

  3. spero tu sia riuscita ad andarci. quando non si dorme anche solo pensare di fare una cosa diventa un dolore quasi fisico,

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