Uscire o dormire questo è il problema

Ieri sera sono uscita a cena con il Coinquilino e abbiamo impiegato la mezz’ora che un anno fa avremmo dedicato alla scelta del locale a chiederci se sfruttare quelle tre ore di libertà tornando a casa a dormire. Seriamente, eravamo fortemente tentati di passare la nostra serata “libera” dormendo e non sto sottointendendo niente, avremmo dormito dormito. Alla fine il buonsenso ha prevalso e siamo andati a cena. Siamo stati bene, riso, scherzato, bevuto vino rosso. E’ stato bello e abbiamo rischiato di perdercelo perché volevamo dormire.

Allora mi chiedo, ma è possibile che ultimamente sia il sonno e la stanchezza a gestire la mia vita sociale, le mie scelte, i rapporti. No, davvero io sono una persona tendenzialmente pigra a parte quando si parla di aperitivi, cene, uscite. Fino ad un anno fa ero sempre in giro, dal lunedì alla domenica anche se non c’era granché da fare, per il solo gusto di incontrare gente, chiacchierare, vedere che cosa succedeva fuori di casa e ora ho una sola piccolissima serata libera ogni troppo tempo (santi nonni sempre e comunque) e che faccio? Propongo di passarla a dormire.

Ecco, sono preoccupata. Questa cosa mi preoccupa seriamente. Io non voglio, assolutamente, non voglio perdere la voglia di uscire, incontrare gente, chiacchierare, vedere che cosa succede fuori di casa. Non voglio preferire il divano perché è troppo faticoso rendersi presentabili e uscire, perché sono stanca o perché ho sonno. Perché di sonno non si muore. Forse.

 

 

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9 thoughts on “Uscire o dormire questo è il problema

  1. Posso spezzare una lancia in favore del povero Piterino?!
    Nel giro di un mese è passato da tetta a piatto e biberon, tu sei tornata al lavoro tempo pieno, se dormiva pure tutta la notte praticamente era un robot!
    Goditi Piter finché è così piccino e sfrutta ogni istante per coccolarlo, perché tra un po’ di anni sarà lui ad avere un’intensa vita sociale e tu… non dormirai fino a che lui non sarà rientrato a casa!
    Firmato Nonna Elisa

      • Beh è proprio il tempo in generale a non esserci restituito. Il mio equilibrio (precario) è dato dal trovarne a sufficienza per stare col nano, uscire un po’ e lavorare bene. Fin quando riuscirò a non sacrificare nulla (cosa che in realtà già faccio) bene, poi si vedrà.

  2. Ciao carissima!!! Come saprai io non ho figli… Però ho tante amiche con figli e da quello che mi dicono, tutti i bimbi attraversano questa fase (più o meno lunga) che in qualche modo, con uno dei tanti metodi, prima o poi si risolve. Non ho detto niente di nuovo, e infatti in realtà volevo precisare che non c’è niente di male a scegliere il divano 10 a 1 anche per un mese di fila, se serve… Evidentemente la tua priorità al momento è “quella” e non andrebbero ignorati i segnali che mandano corpo e mente. So che potresti avere nostalgia di quei tempi in cui la spensieratezza era tanta e la vita sociale era movimentata, ma se devi rinunciarci per un po’ in favore della sanità mentale e della qualità del tempo da sveglia, penso che ne valga la pena… Non appendere il bicchiere al chiodo comunque, che prima o poi,riprenderai possesso delle tue serate 🙂
    Spero di averti poco poco aiutato, un saluto a Pietro con l’augurio di taaaaante notti tranquille e un bacio a te.
    Nicole

  3. io faccio i tuoi stessi pensieri. addirittura una volta mi ha telefonato mia sorella e mi ha chiesto: e gnomo cosa sta facendo? e io: dorme! allora lei, stupita, mi fa: ma scusa lui dorme e tu non dormi? sei matta, vai subito a dormire anche tu! e che cavolo io ho anche voglia di stare sveglia ogni tanto a farmi i cavoli miei o a non fare niente o a…boh non lo so più nemmeno io ma porcapaletta…come si fa? come si fa a non essere perennemente stanche? come si fa a ritagliarsi un attimo per se stessi o…udite udite…per la coppia? io non lo so. però so che questo è solo un periodo, solo un momento e che passerà. fra qualche tempo gnomo sarà più autonomo, meno sfinente, io sarò più organizzata, recupererò un po’ del mio spazio e mi godrò di più questo gnomo meraviglioso che l’universo mi ha donato. (non potevo avere figli ecc ecc). insomma questo presente che ci sembra eterno, in realtà finirà e mi sa che il futuro sarà una figata. boh, me lo sento.

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