Mamma è bello perché è vario

Negli scorsi giorni mi sono confrontata con un gruppo di mamme. Ecco, mi sono trovata in disaccordo con loro su, ehm, tutto. Però non ne sono uscita, come sarebbe successo fino a  poco tempo fa, piena di sensi di colpa  e paranoie per quanto io sia snaturata in confronto a loro. Cioè non è che improvvisamente mi senta perfetta nel ruolo di mamma, anzi. Però non lo so, forse lo sto accettando. Forse sto iniziando ad accettare il mio modo di essere mamma, il fatto che pur avendo un figlio abbia deciso di conservare una parte della me che c’era prima, quella sconclusionata, spensierata, un po’ cazzona e di far convivere aperitivi e biberon. E il fatto che abbia deciso di vivere la maternità in modo non del tutto totalizzante, o almeno che ci stia provando, che la stia declinando semplicemente a quello che sono io e che sentendomi troppo “giovane” e troppo poco preparata mi stia facendo aiutare da un bel po’ di ironia.

È come se ci fossero due me che fanno a cazzotti dalla mattina alla sera, dal lunedì al venerdì (soprattutto il venerdì) e il mio voler trovare un equilibrio tra queste due, dando ascolto ad entrambe invece di ammazzarne una non significa che non possa essere una buona mamma.

È vero, continuo a dire al nano che è un rompipalle e lo dico pure alla maggior parte della gente che incontro, mi chiudo in bagno accampando scuse per giocare a Candy Crush o collegarmi a Fb e ci resto anche se Pietro piange (se il Coinquilino legge ho, ahimè, chiuso col bagno), non vedo l’ora che arrivi il lunedì per avere almeno mezza giornata di “riposo” ma soprattutto ancora penso che una vodka sia spesso la soluzione migliore.

Io non ho cercato la maternità, ho fatto una gran fatica ad accettarla e ancora ci sto lavorando ma ho sempre stimato chi sapeva reinventarsi, chi davanti all’imprevisto riusciva a pensare positivo e a farlo girare a suo favore. E allora ben venga il fatto di plasmare la maternità su ognuna di noi, renderla personale, viverla come ci si sente. Ma questo è semplicemente un modo di viverla, uno dei mila milioni possibili, il mio. E non pretendo che sia più giusto o più sbagliato, mi piacerebbe solo che dal confronto con le altre mamme, quelle che ho sempre evitato come la peste, dalle quali mi sono sempre guardata per paura proprio di questo non se ne debba uscire per forza ripiegate su se stesse e accartocciate sul proprio senso di colpa e di inadeguatezza.  Che ognuno trovi il suo modo di essere mamma, che lo condiva, che ne parli pure ma, per favore, concedetemi almeno una possibilità!

 

p.s. questo nella mia testa doveva essere un post sull’allattamento ma poi mi sono lasciata prendere dalla foga e ho iniziato a delirare. perdonatemi, se potete. io continuerò a dare la colpa agli ormoni ancora per un po’

p.s.s. scrivere con un nano che frigna in sottofondo mi sta facendo passare la voglia di farlo. amen

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6 thoughts on “Mamma è bello perché è vario

  1. Ehi Lucre, non è che noi eravamo nel cellophane prima di diventare mamme! Tutte abbiamo una vita fatta di tutto tranne che di figli e famiglia e anche noi cerchiamo di mixare le cose nel miglior modo possibile. Forse siamo più grandi, forse abbiamo cercato la maternità ma se ci ritroviamo a parlare e a confrontarci non è per vincere il premio mamma dell’anno ma per darci una mano a risolvere piccole crisi quotidiane tipo: “chi ha mai usato il sondino rettale?”.
    E poi è così bello conoscere e conoscersi in una veste nuova, una nuova noi che durerà tutta la vita.

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