Quello sporco lavoro che qualcuno deve fare

Non credo esista lavoro più infame e bieco di quello che svolgono quelle graziose ragazzette, vestite di verde salvia, che infilano aghi nelle coscette dei nani alla prova vaccino.

E mediamente senza capire quanto soffrono. Le mamme.

Immagine

                                                               In foto coscettedipollo di Pietro – Piter per gli amici – appena vaccinato

Io che, sperduto da qualche parte c’ho pure un cuore (e ‘na gran paura degli aghi), stamattina ho appoggiato il nano sul lettino e con fulminea mossa mi sono allontanata di dieci metri abbandonandolo alle cure della graziosa.

“Signora, si avvicini”.

“Io? Ah, sì”.

“Ecco, ora gli tenga ferma la gamba”

“Sempre io eh?!?”

“Sì lei. è lei la madre, no?”

“Sì, sono io (ma se non ho scelto di bucare culi ce sarà un motivo, no)”

“La tenga ferma… distesa, ci vorrà un attimo”

“… ma che fa piange?”

“No, no, è che sono allergica. Al verde salvia”

Non so chi di voi ci è passato ma io ho ancora il magone!

p.s. per la cronaca, il nano è di là che dorme con 37,5 di febbre e una lagna che oggi m’ha distrutto l’esistenza. Ma c’aveva pure un musino che ogni volta che lo guardavo mi ricordava quanto maledettamente traditrice sono stata!

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4 thoughts on “Quello sporco lavoro che qualcuno deve fare

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